SERVIZIO DEGLI INTERVENTI CARITATIVI A FAVORE DEI PAESI DEL TERZO MONDO
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

L’unione fa la forza a Chikopelo

CEI, Diocesi di Dodoma, Diocesi di Livorno, Centro Mondialità: l'unione che ha fatto la forza e ha portato alle buone notizie sulla scuola di Chikopelo. La rivista “Karibu” ha pubblicato un articolo sulla collaborazione con il Servizio per gli interventi caritativi a favore del Terzo Mondo che volentieri pubblichiamo sul nostro sito.
21 dicembre 2016
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Le buone notizie da Chikopelo arrivano grazie ai più giovani e ai risultati che hanno ottenuto agli esami del settimo anno, quelli che concludono il ciclo primario, ed aprono la strada, se ben superati, alle scuole superiori. Chi ci segue sa che fra i tanti progetti realizzati a Chikopelo, grazie ai finanziamenti dell'8x1000 della CEI, c'è la costruzione della scuola, con le sue sette classi, le case per gli insegnati ed i vari servizi correlati.

Quest'anno i giovani che hanno iniziato a studiare alla scuola di Chikopelo Bwawani sono giunti all'ultima classe e agli esami finali. Ebbene, siamo orgogliosi, di poter scrivere che nella classifica redatta sulla base dei risultati raggiunti, la nostra scuola è PRIMA dei 42 istituti del Distretto di Bahi. Ma non è tutto, nella classifica della Regione di Dodoma si è qualificata 17esima su 347 scuole e in quella nazionale si è aggiudicata il 630° posto su 8.241 scuole.

Gli alunni che hanno sostenuto l’esame sono 19 e tutti sono stati promossi con il voto “B” (il massimo è A) e questo vuol dire che tutti saranno ammessi a frequentare le superiori. Per apprezzare a pieno questo risultato dobbiamo ricordare che 29 anni fa, quando decidemmo di realizzare il primo progetto nell'area, delle 12 scuole della contea di cui Chikopelo fa parte, nessun ragazzo riusciva a superare gli esami con una votazione tale da poter accedere alle scuole superiori.

Un merito che condividiamo, prima di tutto con la CEI che ha sempre creduto nei nostri progetti, nel nostro impegno ed è consapevole, come noi, che lo sviluppo di un paese passa dall'educazione dei propri giovani.

In molti ci chiedono perché nei nostri progetti diamo molta importanza alla costruzione delle case per gli insegnati. In questi dati c'è la risposta. Uno dei problemi delle scuole della savana è quello di cambiare spesso gli insegnati perché le condizioni ambientali, quando non sono sufficientemente confortevoli, spingono a chiedere il trasferimento, soprattutto a coloro che venendo dalla città sono abituati ad un altro stili di vita.

La nostra idea di curare la permanenza degli insegnanti sul posto ha dato i suoi risultati, infatti, i professori della scuola primaria si sono trovati bene, si sono integrati nella comunità locale ed hanno fatto un buon lavoro con gli studenti. I numeri ce lo confermano.

La serena atmosfera che ha contribuito a creare tutto questo è stata vissuta anche dalla delegazione che questa estate ha visitato Chikopelo e altre zone della Tanzania, formata dal nostro Vescovo Monsignor Simone Giusti, da Don Leonardo Di Mauro responsabile del servizio CEI per gli Interventi Caritativi a Favore dei Paesi del Terzo Mondo, dal suo collaboratore Giorgio Minella, da Don Rosario Esposito, assistente Ecclesiale del CMSR e dal direttore Paolo Siani. La delegazione ha infatti inaugurato i lavori per l'ostello della scuola di Chikopelo che si aggiungerà alle strutture già esistenti.

Le buone notizie, oltre a darci una grande soddisfazione, ci fortificano nel nostro impegno e ci inducono a guardare avanti ed a continuare su questa strada, che avanza verso uno sviluppo locale animato in prima persona dagli abitanti della zona. “Non ti do il pesce, ma la canna da pesca, e ti insegno a usarla, perché tu possa pescare da solo”.

I progetti di Chikopelo sono stati portati avanti seguendo la filosofia che sta dentro questa frase, un tempo molto più usata rispetto a oggi, ma che esprime una straordinaria verità, che possiamo affermare di aver sperimentato e applicato con successo. E così continuiamo ad andare avanti, grazie anche ai privati donatori che in questi anni ci hanno sostenuto, ma soprattutto grazie alla CEI che ha sposato questa buona pratica nei progetti che porta avanti nella varie aree del mondo.

Adesso ci attende il completamente della scuola di Arte e Mestieri che darà risposte concrete ai ragazzi che non vogliono proseguire gli studi superiori, ma desiderano diventare artigiani specializzati. Dobbiamo poi dotare la struttura della rete idrica, della recinzione che serve a tenere insieme e tutelare gli studenti da eventuali pericoli, e costruire un dispensario, perché un servizio sanitario, con l'aumento della popolazione, è diventato una necessità.

I lavori saranno realizzati con la Diocesi locale e con la collaborazione della Diocesi di Livorno che si è fatta tramite con la CEI. Insomma, è proprio il caso di dire che l'unione fa la forza, una forza che può cambiare un destino di povertà, di fame, di sottosviluppo.